CATTIVERIA E ODIO RAZZISTA NEI CONFRONTI DEI MIGRANTI

Per questo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando e i sindaci di Napoli, Firenze,Parma e altri sindaci con l’ANCI, hanno deciso di sospendere il “decreto di sicurezza” voluto dall’attuale governo, Salvini in testa. Orlando sindaco di Palermo dichiara: “La sospensione dell’applicazione del decreto di sicurezza è un provvedimento di civiltà e rispetto della Costituzione, perché è disumano e criminogeno, perché eliminando la protezione umana, trasforma il legale in illegale ed è criminogeno perché siamo in presenza di una violazione dei diritti umani e mi riferisco ai minori che al compimento del diciottesimo anno di età non potranno stare sul territorio nazionale. Significa impedire l’assistenza sanitaria, significa non permettere ad un ragazzo di frequentare la scuola, significa non dare servizi a chi vive legalmente nel nostro paese. La mia è la rivoluzione della normalità – dice Orlando-. Ho già informato i vertici dell’Unione europea. Siamo in presenza di una violazione continua”.
Intanto due piccole navi sono abbandonate con i migranti in mare. Malta autorizza l’ingresso nelle proprie acque, ma niente sbarco.
Queste sono le ultime reazioni alle leggi non discusse in Parlamento dell’attuale governo in carica.
Noi siamo dalla parte dei sindaci che non applicano la “legge di sicurezza” voluta da Salvini e dal governo Lega/Cinque stelle.
L’Italia è stato un paese democratico, basato sulla Resistenza, la libertà e la democrazia, non la razza. A questo governo e a chi dà ordini dittatoriali e in contrasto con la Costituzione Repubblicana dobbiamo dire e manifestare il nostro dissenso con tutta la nostra forza.

Piadena, 4 gennaio 2019                 La Lega di Cultura di Piadena

Un ricordo di Delio Chittò  – di Giovanna Marini

E’ morto Delio Chittò. I tre di Piadena, come li chiamavamo allora la mia amica Teresa Bulciolu ed io, nuove nel gruppo, ignare di tutto, erano Bruno Fontanella, Delio Chittò ed Amedeo Merli. Le loro voci mi dettero un colpo al cuore come mai mi era successo prima. Non immaginavo che potessero esistere voci così, colorate, vibrate in modo del tutto naturale, espressive e fortissime , senza alcuno sforzo da quei tre usciva una qualità di voce che non avevo mai udito. Magnifici, e poi si aggiunse anche Policarpo Lanzi, stessa impressione forte per me, voce coloratissima, forte, e mi chiedevo “Ma come hanno imparato a cantare così, ma da dove gli esce questa voce!” venivo dalla musica classica dove le voci sono studiate , non avevo mai pensato che potessero esistere voci naturali della stessa forza e potenza espressiva, e che colore! Credevo che le voci naturali fossero le vocette degli studenti, leggere, se urlano sono stentoree senza nessuna espressione o qualità, invece quelle voci lì, dopo l’ho capito, emozionavano per la loro autenticità: ci portavano la memoria della loro terra, del loro paese, di come vivevano e lavoravano. Le voci della tradizione orale trasmettono i discorsi che noi della città ci affanniamo a fare con tante parole, le loro voci parlano da sole, ed emozionano. 
Lì nello scenario del Teatro di Spoleto, il Caio Melisso, voci così sicuramente non c’erano mai passate, come in nessun altro teatro . E credo che l’emozione forte e il colpo che ne ricevetti io lo ricevette anche il pubblico del Caio Melisso. Quelle voci ci parlavano della classe contadina, dell’occupazione delle terre, delle lotte contro la “borghesia ladrona” e ci consentivano di non dire una parola , ma solo cantare facendo con quelle voci del trio di Piadena un lungo discorso politico che il pubblico non aveva mai sentito venirgli dal palcoscenico di un teatro, e così il pubblico elegante e borghese insorse.
Con Delio ero veramente amica, volevo continuare a sentirlo cantare, spesso durante i tanti concerti fatti, abbiamo parlato e discusso di come poteva lui continuare a fare musica e cantare visto che la cosa gli riusciva così bene.
Il ricordo del Duo di Piadena rimane ancora, ma certo ho il rimorso di aver perso questa amicizia non per volontà mia, ma per i casi della vita, le nostre strade erano diverse, quel periodo di vita in cui studiavamo i canti, lavoravamo ogni sera sulla scena, con gli altri, tutti legati dalla volontà di dire le cose che erano importanti allora, la solidarietà, il sostegno alle classi più sfruttate e disagiate, era un periodo giovane e bellissimo e il ricordo della voce di Delio e del suo carattere garbato, privo di aggressività, quasi rassegnato a un destino prefigurato e che lui non poteva cambiare, , mi dava la voglia di essergli utile in qualche modo.
I cantori del Gruppo Padano , come si chiamavano allora, e la Lega di cultura come si chiamano adesso, rimangono un pilastro della nostra cultura come la figura di Gianni Bosio che in questi giovani aveva trovato chi lo poteva aiutare nel suo progetto di creare quello che lui chiamava, l’intellettuale rovesciato, in ognuno dei ragazzi che lo seguivano. 
La morte di Delio mi riporta a quel periodo e al seguito che arriva fino adesso, nessuno di quel gruppo doveva morire, perché sono tutti portatori di un progetto di vita e di progresso nel mondo e in questa civiltà così bisognosa di lumi dal passato .

LA CATTIVERIA

del ministro Salvini, contro i migranti clandestini della nave U.Diciotti della Guardia Costiera nel porto di Trapani, fa pensare ai film con  gli schiavi neri, catturati in Africa per portarli nelle Americhe o in Europa: erano ammanettati uno a uno, in file lunghissime, magari legati anche ai piedi. Solo  pensarlo è un orrore, ma il ministro l’ha pensato e voleva realizzarlo. E’ dovuto intervenire il capo dello Stato, attraverso il presidente del consiglio dei ministri Conte per far sbarcare gli immigrati clandestini al porto di Trapani, dopo 3 giorni di sosta. Terminate le procedure di identificazione i migranti sono sbarcati.

Anche i cittadini italiani hanno percepito questa cattiveria contro poveri clandestini, così anche i giornali moderati, era il titolo di prima pagina. Il governo giallo/verde dà segni di insicurezza. Ieri a Innsbruck l’incontro dei ministri dell’interno dove c’era Salvini fallisce e viene rimandato. Viviamo un momento di incertezza e paura e non è la cattiveria che li risolve.

Noi siamo per la democrazia e la solidarietà coi popoli che stanno peggio di noi, non per i nuovi armamenti micidiali proposti da Trump.

Piadena, 13 luglio 2018

La Lega di Cultura di Piadena

BAMBINI IN GABBIA NELL’AMERICA DI TRUMP

Ieri avete visto in TV i bambini piangenti, che chiedono della mamma e del papà, chiusi in gabbia, con i poliziotti come guardie che hanno l’ordine di non dimostrare affetto nei loro confronti.

Chi sono questi bambini? Sono i figli degli immigrati messicani e altri paesi del Centro America, clandestini negli Stati Uniti e Trump per dissuaderli dall’emigrare ha deciso di rubargli i figli e adessso tenerli in gabbia per poi disperderli nel paese più libero del mondo:  l‘America.

Per il momento vige dunque e il rapimento e la reclusione istituzionalizzata dei monorenni secondo le direttive esplicite del capo gabinetto John Kelly e del ministro di giustizia di Trump.

In Texas un padre honduregno si è tolto la vita un giorno dopo che il figlio di cinque anni gli era stato strappato piangente dalle braccia. Nello stesso stato a Brownsville un agente della guardia di frontiera ha dato le dimissioni dopo che gli era stato probito di consolare tre fratellini in lacrime che non avevano più notizie della mamma, in osservanza al “divieto di abbraccio” che vige per il personale dei lager per bambini. Per sottrarre i loro figli gli agenti di solito assicurano ai geitori che i piccoli devono “farsi una doccia”, accompagnandoli  in un’altra stanza:è l’ultima immagine che padri e madri, poi rinchiusi in apositi centri per adulti, conservano dei figli.

Un nuovo vento di violenza e intolleranza spira sull’Italia e l’Europa contro gli immigrati. Noi siamo per l’accoglienza e la solidarietà con questi uomini, donne, bambini,  non solo dell’Italia come ha fatto fino adesso ma di tutti i paesi d’Europa.

L’umanità deve avere il sopravvento sulla repressione e la violenza dei popoli che vivono peggio dell’Europa, perché vittime di guerre volute dall’Occidente.

Piadena, 20 giugno 2018

La Lega di Cultura di Piadena

Contributo

Il Micio e la Lega di Cultura hanno ricevuto una multa di 3000 euro per presunte irregolarità che – secondo alcuni ispettori ASL – sarebbero emerse nel corso della festa di marzo durante l’organizzazione.
Questo nonostante il carattere assolutamente privato della festa, come è stato fatto rilevare più volte.
Per fare fronte a tale multa e per sostenere le spese in previsione delle prossime inziative è possibile dare un contributo
Il nostro IBAN è: 
 
IT12Z0335901600100000063054
BANCA PROSSIMA MILANO
Intestato a Lega di Cultura di Piadena
 
 

GAZA, PALESTINA:  ISRAELIANI QUANDO CESSATE  DI UCCIDERE I BAMBINI? 

Un drone israeliano ha sganciato lacrimogeni sopra la tenda, che è stata avvolta in una nuvola di fumo, Leila una bambina di otto mesi è stata soffocata dai gas lacrimogeni. Sotto la tenda del lutto nel quartiere Zeitun, a Gaza city, siedono parenti e amici. Si alzano tutti in piedi per stringere la mano a chi porta  vicinanza e condoglianze. Un ragazzo serve ai presenti caffè amaro. Anwar ha 27 anni e il volto di un adolescente. Sua  moglie Maryam  ne ha appena 19. “E’ stato un colpo duro, per me e soprattutto per mia moglie – dice-Già un anno fa avevamo perduto il nostro primo bambino, Salim di un anno. La sera  si era addormentato tranquillo, ma non si è più svegliato, è morto nel sonno”.

Sett’anni dello Stato d’Israele sono anche i sett’anni della Nakba, la “Catastrofe” del popolo palestinese, la cacciata del 1948 di centinaia di migliaia di palestinesi (da 700mila a un milione) in una operazione di preordinata pulizia etnica che li ha trasformati nel popolo profugo dei campi.

Adesso è arrivato lo spostamento  dell’Ambasciata Usa a Gerusalemme, con la  strage di 62 giovani nel  tiro al piccione a Gaza con miglia di feriti, schiacciando una protesta armata di sassi, fionde e copertoni  incendiati. Per Netanyahu poi si tratterebbe di azioni terroristiche. Ma la verità è che un popolo oppresso che manifesta contro un’occupazione militare, ricorda solo la nostra Liberazione e il diritto dei palestinesi sancito da tre risoluzioni ONU (una del 1948 proprio sul diritto al ritorno).

Piadena, 16 maggio 2018               La Lega di Cultura di Piadena

        Partito della Rifondazione Comunista – Piadena