BAMBINI IN GABBIA NELL’AMERICA DI TRUMP

Ieri avete visto in TV i bambini piangenti, che chiedono della mamma e del papà, chiusi in gabbia, con i poliziotti come guardie che hanno l’ordine di non dimostrare affetto nei loro confronti.

Chi sono questi bambini? Sono i figli degli immigrati messicani e altri paesi del Centro America, clandestini negli Stati Uniti e Trump per dissuaderli dall’emigrare ha deciso di rubargli i figli e adessso tenerli in gabbia per poi disperderli nel paese più libero del mondo:  l‘America.

Per il momento vige dunque e il rapimento e la reclusione istituzionalizzata dei monorenni secondo le direttive esplicite del capo gabinetto John Kelly e del ministro di giustizia di Trump.

In Texas un padre honduregno si è tolto la vita un giorno dopo che il figlio di cinque anni gli era stato strappato piangente dalle braccia. Nello stesso stato a Brownsville un agente della guardia di frontiera ha dato le dimissioni dopo che gli era stato probito di consolare tre fratellini in lacrime che non avevano più notizie della mamma, in osservanza al “divieto di abbraccio” che vige per il personale dei lager per bambini. Per sottrarre i loro figli gli agenti di solito assicurano ai geitori che i piccoli devono “farsi una doccia”, accompagnandoli  in un’altra stanza:è l’ultima immagine che padri e madri, poi rinchiusi in apositi centri per adulti, conservano dei figli.

Un nuovo vento di violenza e intolleranza spira sull’Italia e l’Europa contro gli immigrati. Noi siamo per l’accoglienza e la solidarietà con questi uomini, donne, bambini,  non solo dell’Italia come ha fatto fino adesso ma di tutti i paesi d’Europa.

L’umanità deve avere il sopravvento sulla repressione e la violenza dei popoli che vivono peggio dell’Europa, perché vittime di guerre volute dall’Occidente.

Piadena, 20 giugno 2018

La Lega di Cultura di Piadena